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La cultura avvicina i cittadini del mondo e parla ai loro cuori

slide2Con questa convinzione forte e convinta si e’ dato mano ad un progetto che sembrava irrealizzabile per i tempi a disposizione e per le difficolta’ oggettive di due stati, peraltro non ancora uniti nella  Comunita’ Europea.
La cultura unisce e fa’ dialogare i cittadini del mondo ed il patrimonio della Regione Campania e’ veramente notevole , per l’ampiezza e l’importanza dei reperti e l’organicita’ della loro collocazione, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli costituisce uno dei massimi musei archeologici del mondo.
Il palazzo che ospita l’attuale Muso fu iniziato nel 1586 come cavallerizza su commissione di Don Pedro Giron, duca di Ossuna e Vicere’ di Napoli dal 1582 al 1586.
Trasformato alla dine del  XVIII secolo dall’architetto Pompeo  Schiantarelli in “Real Museo” e “Palazzo dei Vecchi Studi” il nuovo Museo ospitva le collezioni archeologiche provenienti da Ercolano, Pompei e Stabia.
Dieci anni dopo, con la seconda restaurazione borbonica, l’edificio fu denominato “Real  Museo Borbonico” Esso in seguito accolse la collezione di Stefano Borgia di  Velletri comprendente numerose  sculture greco-romane e in particolare le antichita’ egiziane, cui si aggiunsero nel 1827 quelle della raccolta Picchianti, cosi’ da formare complessivamente un’importante collezione, attualmente presente nel Museo, che documenta, ta l’altro la diffusione della cultura egiziana nel Mediterraneo fra  l’VIII secolo a.C. e  l’eta’ romana.
Finita’ la dominazione borbonica, il Museo fu titolato “Nazionale” da Garibaldi, inglobando le collezioni archeologiche, artistiche e bibliografiche dai re Carlo III, Ferdinando IV, Francesco I e Ferdinando II di Borbone.
Nel periodo compreso fra il 1863 e il 1875, l’archeologo Giuseppe Fiorelli comincio’ la riorganizzazione delle numerose collezioni del Museo, continuata poi dall’archeologo Paolo orsi, che propose dieci sezioni : 1)plastica (statue e bassorilievi); 2) pitture; 3) epigrafi; 4) vasi; 5) oggetti preziosi; 6) monete e medaglie; 7)terrecotte; 8)raccolta cumana;  9) quadri e raccolte d’arte medioevale e moderna;  10 papiri.
Da questo scrigno incredibile di arte saranno trasferiti al Museo Storico di Mosca affreschi, oggetti quotidiani, statue, e monili presenti delle ville vesuviane sepolte dalla eruzione del Vesuvio del  79 d.c. per allestire, per la prima volta nella storia, una grande mostra di reperti archeologici dal titolo significativo ed evocativo:  POMPEI” i misteri della citta’ sotterranea”
L’evento curato direttamente dalla Sovrintendenza Speciale i  Beni Archeologici di Napoli  e Pompei  su proposta e progetto dell’ U.P.I. (Unione delle province della Campania) vuole essere un primo significativo intervento in previsione del 2011 anno degli scambi culturali tra Russia ed Italia.

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